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Problemi gastrointestinali del cane: tutto quello che devi sapere

Conoscere i problemi intestinali del cane e saperne riconoscere i sintomi è davvero molto importante. I nostri amici a quattro zampe, infatti, sono spesso soggetti a disturbi che colpiscono stomaco e intestino.
Le infiammazioni e le patologie che interessano l’apparato digerente, sebbene in alcuni casi possono apparire innocue, non sono mai da sottovalutare. Queste, infatti, possono causare disidratazione, malnutrizione e numerosi altri fastidi di più o meno grave entità.
In questo articolo troverai una panoramica completa dedicata ai problemi e alle infiammazioni intestinali del cane che speriamo possano aiutarti a intervenire tempestivamente nel momento del bisogno.
 

La flora intestinale del cane: impariamo a conoscerne composizione e nemici

 
Quando si parla di flora intestinale del cane è importantissimo fare riferimento al microbiota, un vero e proprio ecosistema vivente che si trova all’interno dell’organismo del nostro amico a quattro zampe. Questo è composto da batteri aerobici e anaerobici, archeobatteri, funghi, protozoi e virus.
Seppur, forse, può apparirti strano, devi sapere che il microbiota svolge una funzione fondamentale per la salute del cane: non solo apporta vantaggi a livello nutrizionale, ma ha un ruolo importantissimo per quanto riguarda il sistema immunitario.
Ci piace immaginare questa barriera intestinale, con la sua invisibile ma immensa popolazione, come una sorta di stazione di frontiera dove le guardie combattono e respingono agenti aggressivi e pericolosi, lasciando passare, al contrario, ciò che può contribuire al benessere dell’organismo.
Il vero problema è che questa immensa popolazione composta da milioni di miliardi di batteri specializzati è in grado di affrontare efficacemente nemici conosciuti (virus, batteri, funghi e sostanze tossiche), ma oggi viene attaccata quotidianamente da sostanze chimiche e farmacologiche che si nascondono in ciò che viene ingerito inconsapevolmente.
Il microbiota si basa su un delicato equilibrio di cooperazione sviluppato dai microbi che ha dato vita a un ecosistema dinamico e costantemente in ricambio, crescita e riorganizzazione.
La comunità microbica, infatti, riesce a escludere per competizione i batteri potenzialmente patogeni permettendo lo sviluppo di quelli capaci di apportare benefici.
Con l’arrivo di queste nuove sostanze dannose, però, il rischio è che avvenga la sostituzione degli ultimi a favore di una grande quantità di microrganismi assolutamente inutili e / o dannosi.
Insomma, quegli agenti che abbiamo descritto come aggressivi e pericolosi, possono entrare senza difficoltà nell’organismo attraverso ciò che mangia il nostro cane danneggiando o addirittura distruggendo gli organi che incontrano.
Ovviamente non tutte le sostanze chimiche e farmacologiche che residuano fatalmente negli alimenti sono ugualmente tossiche, ma è importante essere consapevoli del fatto che tutto può essere contaminato.
Il grado di pericolosità dipende dal livello di tossicità, dal quantitativo assunto, dal periodo di tempo più o meno prolungato dell’assunzione e dalla sensibilità individuale di chi lo assume.
Fortunatamente l’organismo è in grado di segnalare molto rapidamente ciò che sta attaccando la flora intestinale del cane attraverso numerosi sintomi.
Ecco perché è importantissimo tenere gli occhi ben aperti per osservare con attenzione sia i disturbi presenti costantemente, sia quelli che compaiono saltuariamente.

 

Problemi gastrointestinali del cane: quali sostanze possono provocare i disturbi?

 
Gli studi effettuati dal Dipartimento di Ricerca e Sviluppo SANYpet hanno scoperto che molti di questi disturbi gastrointestinali sono provocati dalle farine di carne e osso da allevamento intensivo.
Ciò è dovuto al fatto che molto spesso queste ultime sono contaminate da un residuo tossico dell’Ossitetraciclina, un antibiotico pressoché scomparso dagli allevamenti italiani, ma ancora largamente e legalmente utilizzato in molte altre parti del mondo nell’allevamento intensivo specialmente del pollo e del tacchino.
Scegliere un cibo per cani di marche top che hanno fatto della ricerca nutrizionale nel pet food il loro punto di forza, allora, è sicuramente una buona idea!
 

Cosa provoca un’infiammazione intestinale nel cane?

 
I problemi di natura gastroenterica, come abbiamo visto, sono spesso ascrivibili a intolleranze o a ipersensibilità alimentari nei confronti di determinate sostanze contenute nel cibo.
Generalmente la presenza di vomito e / o diarrea è causata da molteplici effetti a carico dell’ambiente intestinale come la variazione nella quantità di particelle attive presenti al suo interno, a modificazioni della flora batterica con conseguente aumento dei prodotti di fermentazione e ad altri cambiamenti della flora (abbiamo parlato qualche riga più su del microbiota), ma anche dalla presenza di materiali fisici o chimici che inducono una risposta infiammatoria e lesioni a carico della mucosa.
Oltre a ciò, sono da tenere in considerazione anche situazioni imputabili alla presenza di parassiti come coccidi, giardia e ascaridi.
 

Quali sono i sintomi di un’infiammazione intestinale nel cane?

 
Riconoscere la sintomatologia dei disturbi intestinali del cane è piuttosto semplice.
I segnali di sofferenza del nostro amico a quattro zampe, infatti, sono decisamente individuabili senza l’ausilio del veterinario.
Ecco quelli più frequenti:
   
Quando si notano questi sintomi è importante rivolgersi subito al proprio veterinario di fiducia per evitare complicazioni e il peggioramento dello stato di salute dell’animale.
 

Problemi gastrointestinali del cane: quali sono i disturbi più frequenti?

 
Come dicevamo all’inizio di questo articolo, l’apparato gastroenterico è uno dei più coinvolti dalle reazioni avverse agli alimenti.
Ciò è dovuto al fatto che la mucosa intestinale, tramite l'azione del sistema linfatico locale (placche del Peyer), è coinvolta nella generazione di una risposta immunitaria protettiva contro gli agenti patogeni e, allo stesso tempo, è impegnata a mantenere la propria tolleranza ad antigeni ambientali innocui, come i batteri commensali (i batteri “buoni”) e determinati componenti alimentari.
Per noi che amiamo i nostri amici pelosi, i disturbi gastrointestinali cronici o ricorrenti risultano particolarmente frustranti. Questi, infatti, hanno scarsa risposta ai farmaci, sono caratterizzati da continue recidive e, bisogna ammetterlo, ci costringono a trovare mille escamotage per la somministrazione dei medicinali.
 
Tra le patologie e i problemi gastrointestinali del cane più diffusi è importante segnalare:
 
  • La gastroenterite acuta che generalmente consiste in episodi di vomito e diarrea improvvisi.
 
  • L’enterite, l’infiammazione dell’intestino tenue.
 
  • La colite, cioè l’irritazione dell’intestino crasso.
 
  • L’enterocolite, una forte infiammazione che colpisce intestino tenue e colon.
 
  • L’enteropatia cronica, una patologia dall’insorgenza più lenta e dal decorso piuttosto lungo.
 
  • La gastrite, cioè l’infiammazione delle mucose dello stomaco che può causare bruciore, vomito e cattiva digestione.
 
  • La costipazione, caratterizzata dalla difficoltà nell’evacuazione.
 
  • La pancreatite, una problematica seria che può portare addirittura al decesso e che necessita l’intervento immediato del veterinario.
 
Non sono da sottovalutare neanche le varie allergie alimentari.
Nonostante le allergie reali siano piuttosto rare e siano più frequenti, invece, episodi di intolleranza, abbiamo visto che i cani possono avere spesso reazioni avverse a ciò che ingeriscono ed è importante saperle riconoscere.
Tra i disturbi più frequenti legati ad allergie o intolleranze possiamo sicuramente elencare
 
  • lacrimazione e / o congiuntiviti costanti,
  • otiti croniche o ricorrenti,
  • stomatiti, gengiviti ed alito cattivo,
  • prurito al collo e al fondo schiena,
  • dermatiti pruriginose,
  • pelo secco e opaco,
  • perdita continua di pelo,
  • odore cattivo della cute,
  • leccamento ossessivo della zampa,
  • desiderio esagerato d’erba,
  • salivazione esagerata,
  • vomito notturno di succhi gastrici,
  • flatulenze,
  • feci continuamente variabili,
  • diarrea cronica,
  • infiammazione delle sacche anali e infiammazione cronica dello scroto.
 

Enterite, colite ed enterocolite: somiglianze e differenze tra i tre più diffusi problemi gastrointestinali del cane

 
I disturbi di natura gastroenterica sono ormai diventati uno dei principali motivi di preoccupazione per i proprietari e per gli stessi veterinari che si occupano dei nostri pet.
Negli ultimi anni, infatti, le patologie rilevate a livello del tratto digerente hanno evidenziato un trend preoccupante: l’aumento del numero di casi di animali colpiti da infezioni o processi di tipo infiammatorio a carico di tale delicata “struttura” è esponenziale.
Generalmente tra i problemi più diffusi c’è la diarrea nel cane.
Il disturbo, a seconda della sensibilità del soggetto e della causa scatenante, può essere dettato da un’infiammazione riguardante la prima parte dell'intestino (tenue), la seconda (crasso) o entrambe.
Riconoscerne i sintomi è molto importante per capire l'urgenza del caso.
 

L’enterite

 
Quando si parla di enterite si sta facendo riferimento a un’infiammazione intestinale che può essere provocata da diversi fattori tra cui repentini cambi di dieta e intolleranze alimentari.
Se si esclude l’ingestione accidentale di sostanze estranee e si è accertata l’assenza di parassiti intestinali, allora è importante ricordare se si è proposto qualcosa di diverso da mangiare al nostro amico a quattro zampe che possa avergli fatto male.
Ricorda: la diarrea alimentare è diversa da una diarrea infettiva per il fatto che l'animale non appare abbattuto e non presenta febbre.
Nell’enterite l’infiammazione si trova a livello dell’intestino tenue.
 

La colite

 
La colite, invece, è una patologia più seria e oltre alla diarrea (che può presentare muco e sangue) provoca dimagrimento, rumori intestinali e flatulenza, feci liquide, episodi di vomito e coliche con dolori molto forti.
Questa patologia può essere dettata da fattori legati all’alimentazione, tanto quanto da agenti infettivi esterni o parassiti.
In questo caso l’infiammazione è a livello del colon.
 

L’enterocolite

 
L’enterocolite, infine, comporta un’infiammazione sia dell’intestino tenue, sia del colon.
Le cause possono essere le più svariate e vanno dalle cause alimentari alla presenza di virus o parassiti. Generalmente, però, una delle cause più frequenti è l’infezione batterica dovuta all’ingestione di cibo avariato o di acqua contaminata.
 
Per quanto riguarda tutti e tre i casi è necessario consultare il proprio veterinario di fiducia per risolvere il problema.
 

Problemi gastrointestinali del cane: perché è importante riconoscerli e curarli in tempo?

 
L’apparato intestinale svolge una funzione fondamentale per l’organismo del cane in quanto è preposto alla scomposizione degli alimenti predigeriti nello stomaco e all’assorbimento dei principi nutritivi che ne derivano
È nota da tempo l’importante relazione che intercorre tra la dieta alimentare e il benessere dell’apparato digerente dell’animale e, conseguentemente, del suo stato di salute generale.
Il malassorbimento derivante da un funzionamento errato o parziale dell’apparato digerente che ha come conseguenza vomito e / o diarrea può causare problematiche ancora più serie.
La disidratazione e la malnutrizione sono conseguenze da non sottovalutare che possono anche essere fatali ai nostri amici a quattro zampe.
 

…e se c’è sangue nelle feci del mio cane?

 
La presenza di sangue nelle feci del cane può essere il sintomo di diverse patologie.
Se il sangue è di colore rosso vivo, questo potrebbe essere dovuto a un’irritazione dell’ano di origine infiammatoria o parassitaria oppure a malattie parassitarie come vermi, ascaridi o tricocefali. 
In caso di sangue scuro nelle feci, invece, potrebbe provenire dalla parte più alta dell’intestino e richiedere una visita dal veterinario.
Se il tuo cane presenta questo sintomo, ti consigliamo di portarlo quanto prima dal veterinario per una visita approfondita e una diagnosi accurata. Nel frattempo, puoi provare a modificare la dieta del tuo beniamino e assicurarti che beva abbastanza acqua per evitare la disidratazione
 
 
 

Come l’alimentazione può essere la soluzione ai problemi intestinali del cane

 
La principale soluzione per proteggere la flora intestinale del tuo cane consiste nell’eliminare tutti quei cibi che contengono le farine di cui abbiamo parlato qualche paragrafo più su.
Se le farine di carne e osso provenienti da allevamento intensivo sono la causa delle infiammazioni intestinali del tuo amico a quattro zampe, come quasi sempre si verifica, la loro rimozione dalla dieta avrà come conseguenza la scomparsa dei disturbi.
Per l’alimentazione dei nostri pelosi, allora, è importante scegliere cibi basati sul pesce pescato, su carni biologiche e su carni non derivanti da allevamento intensivo.
Il Dipartimento Ricerca e Sviluppo di SANYpet, dopo aver identificato la principale causa di queste manifestazioni nelle intolleranze alimentari (tra cui sono annoverate anche le reazioni ad agenti tossici), ha creato una dieta specifica che, abbinata ad un determinato pool di sostanze botaniche, è in grado di compensare in modo efficace e rapido la cattiva digestione riducendo i disturbi acuti dell'assorbimento intestinale.
I nostri alimenti sono realizzati con ingredienti di elevata qualità, privi dei contaminanti da noi identificati come i più pericolosi, sono rigorosamente controllati e reperiti in luoghi non inquinati e possibilmente vengono arricchiti da sostanze botaniche.
Abbiamo detto più volte che qualsiasi tipo di infiammazione intestinale del cane costituisce una problematica complessa che necessita dell’intervento del tuo veterinario di fiducia e la prescrizione di un trattamento farmacologico idoneo.
Durante e dopo la terapia il nostro consiglio è quello di utilizzare alimenti come FORZA10 Intestinal Colon fase 1 e Intestinal Active. Entrambi, infatti, sono indicati per la riduzione dei disturbi dell’assorbimento intestinale e la compensazione della cattiva digestione e sono supportati da ricerche scientifiche (e prove cliniche) che ne garantiscono l’efficacia.
 

FORZA10 Intestinal Colon fase 1

 
L'efficacia di Intestinal Colon fase 1 è stata valutata in uno studio clinico che cercheremo di spiegarti velocemente e in maniera semplice qui di seguito.
​​​​​Un gruppo di soggetti affetti da un quadro sintomatologico di disturbi del tratto intestinale (come diarrea, vomito, nausea, flatulenza) è stato seguito da vicino durante lo sviluppo della problematica.
Già dopo un periodo di 20 giorni dall’inizio del trattamento, grazie all’assunzione del prodotto, la patologia si è ridotta in maniera significativa e si è considerata risolta per 186 casi su 206, cioè per il 90,3% dei cani presi in esame.
In particolare nei soggetti per i quali la patologia enterocolitica si è considerata risolta si è riscontrata la scomparsa del vomito e diarrea, non si è più osservata la presenza di muco o sangue nelle feci, è sparito il dolore addominale, si è verificato un miglioramento dell’appetito con conseguente aumento del peso corporeo e tutti gli animali hanno potuto riprendere le proprie normali attività quotidiane.
Ancora più importante è stato il ripristino della giusta composizione della flora batterica costituente il “normale microbiota residente” (batteri buoni).
Puoi leggere di più qui: Studio multicentrico sull'efficacia di Intestinal Colon fase 1 (ex Intestinal Colitis) come strumento nutrizionale nei disturbi intestinali.
 
 
 

Intestinal Active

 
L'efficacia della dieta Intestinal Active è stata valutata clinicamente, invece, dal Dipartimento Ricerca e Sviluppo SANYpet in collaborazione con oltre 100 colleghi.
Un'analisi multicentrica ha esaminato su 60 cani il ruolo svolto da questa dieta a base di pesce pescato integrata con sostanze botaniche titolate e standardizzate.
Gli animali presi in esame presentavano le classiche manifestazioni cliniche acute gastroenteriche: disidratazione, vomito diarrea, flatulenza, borborigmi, etc.
Senza l'ausilio di alcuna terapia farmacologica, è stato portato avanti un trial dietetico della durata di 30 giorni.
I dati sono stati ottenuti da protocolli clinici specifici sviluppati e completati da 51 veterinari su tutto il territorio nazionale.
Generalmente, per diagnosticare una reazione avversa cronica al cibo, si consiglia una dieta da esclusione per circa 8-10 settimane. Nel nostro caso ai cani è stato proposto invece Intestinal Active, un alimento privo di precisi contaminanti farmacologici e arricchito da attivi botanici.
I risultati dello studio clinico hanno dimostrato l'effetto estremamente rapido della variazione della dieta. Questo è giustificato dall’utilizzo di materie prime prive dei contaminanti farmacologici responsabili dei disturbi dell’assorbimento intestinale e della alterata digestione.
Concludiamo quindi che l’alimento è particolarmente indicato in caso di disturbi dell’assorbimento intestinale ed efficace per compensare la cattiva digestione.
 
Speriamo che questo nostro articolo dedicato ai problemi gastrointestinali del cane possa essere d’aiuto per iniziare a conoscere, comprendere e valutare i disturbi del tuo migliore amico a quattro zampe.