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IBD nel cane: sintomi, cause e soluzioni

Molti dei nostri amici a quattro zampe soffrono di problemi gastrointestinali che, a volte, hanno un decorso particolarmente lungo e faticano a scomparire. L’intervento del veterinario, in questi frangenti, è molto importante perché potrebbe evidenziare la presenza dell’IBD nel cane.
Questa malattia infiammatoria cronica intestinale può colpire qualunque tratto dell’apparato e può provocare, a seconda dell’area interessata, gastriti, duodeniti, coliti, enterocoliti e altri disturbi.
In questo articolo troverai una panoramica dedicata alla patologia in questione che, speriamo, possa aiutarti a comprenderla e conoscerla meglio per poter intervenire tempestivamente e nel migliore dei modi alla comparsa dei sintomi.
 

Cos’è l’IBD nel cane

 
L’IBD nel cane è un’infiammazione cronica dell’intestino il cui acronimo inglese sta per Inflammatory Bowel Disease (Malattia Infiammatoria Intestinale).
Si tratta di una patologia cronica che colpisce tutte le parti del tratto gastroenterico e si caratterizza per la presenza di cellule infiammatorie a livello della mucosa (linfociti, plasmacellule, eosinofili, neutrofili, macrofagi PAS-positivi).
In relazione alla localizzazione e alla tipologia di cellule, le lesioni possono essere di svariata natura: gastriti, duodeniti, coliti, gastro-duodeniti o enterocoliti linfoplasmacellulari, eosinofiliche, neutrofiliche e granulomatose. Ne esistono, tuttavia, anche forme miste.
L’IBD nel cane, quindi, potrebbe essere definita come un gruppo di patologie, anziché come un’unica problematica.
 

L’IBD nel cane: i sintomi

 
I sintomi dell’IBD nel cane sono vari e dipendono dal tratto gastroenterico colpito.
L’animale potrebbe soffrire, ad esempio, di:
 
  • diarrea cronica,
  • vomito,
  • presenza di sangue e muco nelle feci,
  • flatulenza,
  • dolori addominali,
  • ascite (presenza di liquido nella cavità addominale),
  • dimagramento,
  • scarso appetito,
  • apatia.
 

Come si effettua la diagnosi dell’IBD nel cane?

 
Ovviamente la presenza dei sintomi appena elencati non deve far subito pensare alla conclusione peggiore.
Per diagnosticare l’IBD, infatti, occorre un accertamento approfondito il cui compito spetta all’esperienza del veterinario.
In generale il medico effettuerà analisi del sangue e delle feci e, in alcuni casi, potrebbero rendersi necessari anche un’ecografia all’addome e un esame endoscopico.
Ciò è necessario per poter escludere la presenza di altre patologie.
 

L’IBD nel cane: le cause

 
L’IBD nel cane è considerata una malattia idiopatica, cioè senza una causa nota.
Questo significa, purtroppo, che sono state fatte tante ipotesi, ma nessuna risposta è ancora quella definitiva.
La medicina veterinaria ritiene che lo sviluppo dell’IBD sia determinato dal sistema immunitario e classifica questa patologia tra quelle immunomediate.
Si ritiene, tuttavia, che abbiano un ruolo importanti anche alcuni fattori ambientali come la presenza di antigeni batterici e alimentari.
Troppo spesso, comunque, i sintomi dell’IBD nel cane vengono fermati attraverso l’azione di grandi dosi di farmaci che, però, non sempre sono sufficienti o realmente utili. Di questo, comunque, ne parleremo tra qualche riga.
 

Esistono razze predisposte?

 
Secondo la letteratura scientifica esistono alcune razze maggiormente predisposte rispetto ad altre nello sviluppo dell’IBD.
Si tratta di Pastore tedesco, Weimaraner, Boxer e Border collie, fermo restando che questa patologia può colpire i cani di qualsiasi razza.
 

L’IBD e l’alimentazione

 

Quando si parla di infiammazioni intestinali è importantissimo ricordarsi che la loro vera natura è “semplicemente” il processo con cui l’organismo si prepara a “riparare” una lesione in atto.

Se è vero che l’infiammazione provoca dolore, malessere e disagio, è anche vero che decidere di “spegnerla” potrebbe non essere la scelta migliore.
Inoltre, un altro aspetto da non dimenticare mai di fronte ai disturbi gastrointestinali dei nostri amici a quattro zampe è l’uso sempre più massiccio della chimica e della farmacologia per aumentare la produzione di tutti gli alimenti.
L’organismo di cani e gatti (così come il nostro, d’altronde), infatti, può mettere in moto dei meccanismi per distruggere o allontanare i residui di queste sostanze estranee presenti negli alimenti ingeriti.
Ciascun essere vivente, secondo la propria sensibilità individuale, presenterà reazioni al suo organo più sensibile in tempi e modalità differenti.
Il corpo potrà reagire attraverso processi di espulsione (come vomito, diarrea o lacrimazione), con processi infiammatori o subendo un danneggiamento degli organi e delle loro funzioni.
Tra questi ultimi è da tenere in considerazione anche il sistema immunitario che è continuamente sotto attacco da virus, parassiti e batteri ma anche da quelle sostanze chimiche e farmacologiche di cui abbiamo appena parlato che hanno la capacità di snaturare profondamente le sue funzioni causando, di conseguenza, risposte alterate.
 

La soluzione

 
Allora, se abbiamo detto che l’infiammazione non è un vero nemico, come bisogna trattare i processi infiammatori e i meccanismi di allontanamento scelti dall’organismo per liberarsi delle sostanze tossiche presenti negli alimenti?
Per quanto ci riguarda, ad esempio, non è bloccandola con farmaci che interrompono le scariche di diarrea.
La soluzione, invece, dovrebbe essere ricercata nell’eliminazione delle cause che scatenano il problema.
Cambiare l’alimentazione è il primo passo!
È importante scegliere, infatti, cibi con ingredienti di elevata qualità, rigorosamente controllati e reperiti in luoghi incontaminati e possibilmente arricchiti dai corretti quantitativi di Omega3 e da sostanze botaniche. Quest’ultime, ad esempio, se opportunamente selezionate, combinate e dosate, hanno proprietà riconosciute in letteratura che apportano diversi benefici al cane.
Inoltre, in queste circostanze, la differenza la fa anche la fibra alimentare.
Ad esempio, l’Ascophyllum nodosum (un’alga marina dei mari del nord) che puoi trovare all’interno dei nostri prodotti ed ha un rapporto adeguato tra fibra solubile e fibra insolubile che, nelle giuste quantità, favorisce il ripristino del corretto assetto del microbiota intestinale e la normalizzazione dell’attività intestinale
Ciò contribuirà a riportare l’organismo del nostro amico a quattro zampe al suo naturale equilibrio, permettendogli di funzionare ed esistere così come è stato progettato.
Con la giusta alimentazione e il conseguente riequilibrio dell’organismo, noterai presto come la maggior parte delle patologie regrediscano in breve tempo e capirai perché le eventuali cure farmacologiche non abbiano impedito, fino a ora, continue ricadute nel sintomo.
Se non si elimina la causa alla base, non si può eliminarne gli effetti!
 

Intestinal Colon fase 1

 
Intestinal Colon FASE 1 è la dieta studiata dal Dr. Graziano Pengo in collaborazione con il Dipartimento Ricerca e Sviluppo SANYpet quale strumento nutrizionale per la riduzione dei disturbi dell’assorbimento intestinale ed è l’alimento che ti proponiamo di utilizzare se è stata diagnostica l’IBD nel cane dal veterinario.
La sua efficacia è stata dimostrata attraverso lo Studio multicentrico sull’efficacia di Intestinal Colon.
Questo ha preso in esame 206 cani affetti da disturbi infiammatori del tratto gastroenterico per 20 giorni.
I miglioramenti sono stati significativi e sono stati visibili dopo pochi giorni.
Possiamo riassumerli così:
 
  • 100% risoluzione colite
  • 92,1% risoluzione enterocolite
  • 92,1% risoluzione enterite
 
Anche lo studio Rapid Resolution of Large Bowel Diarrhea after the Administration of a Combination of a High-Fiber Diet and a Probiotic Mixture in 30 Dogs è stato effettuato a supporto di Intestinal Colon fase 1.
In questo caso sono stati 115 i cani inizialmente arruolati di cui 30 cani presentavano sintomi in media da 38 settimane (diarrea acquosa, muco nelle feci, sangue nelle feci, vomito, scarso appetito, perdita di peso, dolore addominale e letargia).
Dopo 30 giorni di alimentazione i risultati sono stati i seguenti:
 
  • Miglioramento delle feci, fino ad uno score di normalità, in media in 8 giorni.
  • Istopatologia ottimizzata nel 93,3% dei casi
  • CCECAI (Canine Chronic Enteropathy Clinical Activity Index) migliorato da una media di 8 punti a 2 punti.
 



Speriamo che questo articolo possa esserti stato utile a conoscere meglio l’IBD nel cane e, soprattutto, che possa servirti come spunto di riflessione sull’importanza di proporre al tuo amico a quattro zampe una dieta naturale, sana ed equilibrata per il suo benessere gastrointestinale.