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Lunga vita all’avventura!

Ci siamo lasciati nell’ultimo episodio della storia di Gilles con un interrogativo: è la fine dell’avventura? L’epopea del nostro eroe del Nord sembra essere giunta al termine. Un rimorchiatore ha trascinato via la nave di Gilles e, mentre quest’ultimo veniva interrogato, ai cani non è stato permesso di scendere a terra.

Ma come siamo giunti a questa situazione? Facciamo un passo indietro nel tempo e riesaminiamo il file dell’avventura ARKTIKA 2.0.

 

LUGLIO 2016

Gilles Elkaim contatta la Norwegian Food Safety Authority per l’introduzione dei cani alle isole Svalbard. Anche se i passaporti e le vaccinazioni sono in ordine, la domanda rimane senza risposta.


AGOSTO 2016

Gilles, Alexia e i loro cani partono per la loro grande avventura: attraversare il Mar Glaciale Artico privi di assistenza, navigando le gelide acque con una barca a vela, l’ARKTIKA 2.0, fino al Polo Nord, di cui vogliono essere ambasciatori, stimolatori di coscienze sulla sua preservazione.

SETTEMBRE – OTTOBRE 2016

Durante la traversata tra le isole Svalbard e Franz Josef Land, un problema tecnico al motore a babordo e il maltempo costringono la squadra a cercare rifugio in un fiordo di Nordauslandet, una delle isole più grandi delle Svalbard e una riserva naturale ad accesso limitato. Per una settimana la tempesta è fortissima, oltre 55 nodi di vento. Varie riparazioni del motore vengono tentate senza successo.

8 E 12 OTTOBRE 2016

Gilles contatta via satellite l’Amministrazione delle Svalbard per segnalare la loro situazione e chiede il permesso di trascorrere l’inverno nel fiordo, pianificare la riparazione della sua barca e poi continuare il suo viaggio al sopraggiungere dell’estate. Non arriva nessuna risposta da parte dell’Amministrazione.

13 OTTOBRE 2016

Un elicottero del governo delle Svalbard raggiunge la barca. I passaporti dei membri dell’equipaggio e dei cani vengono confiscati. Nessun veterinario è a bordo.

14 OTTOBRE 2016

Una nave riceve il compito di trainare l’ARKTIKA fino a Longyearbyen, la città più popolosa delle Svalbard, nonostante Gilles consideri l’operazione rischiosa per l’integrità della sua barca.

NOTTE TRA IL 16 E IL 17 OTTOBRE 2016

Un orso nuota nella tempesta (40 nodi) fino all’ARKTIKA e distrugge il gommone Zodiac.

17 -19 OTTOBRE 2016

Il rimorchio viene eseguito nella notte polare, nonostante le condizioni meteo e il peso delle due navi: 20 tonnellate e 4000 tonnellate.

20 – 24 OTTOBRE 2016

Gilles viene interrogato per quattro giorni dalla polizia del governatore. Il suo computer, contenente una copia di tutti i messaggi per l’Amministrazione viene confiscato. I cani sono sani e controllati dal veterinario locale, ma non vengono autorizzati a scendere a terra per 7 giorni. Le loro condizioni fisiche e mentali ne risentono.

25 OTTOBRE 2016

I cani ricevono finalmente un permesso temporaneo di scendere a terra.

28 OTTOBRE 2016

Ad Alexia viene restituito il passaporto, a Gilles non ancora.  L’ARKTIKA è ancora attraccata a Longyearbyen in attesa di ricevere i pezzi di ricambio necessari per riparare il motore. Alexia sarà ascoltata oggi. I cani ricevono il permesso di camminare al guinzaglio per un paio d’ore.

Gilles è stato nuovamente interrogato dalla polizia del governatore delle Svalbard per 13 ore, per un totale di quasi 40 ore di interviste con la polizia, praticamente recluso come un criminale e senza accesso a computer e i-Pad, dove sono contenute le prove della sua buona fede e la comunicazione inviata a luglio all’Amministrazione delle Svalbard.

Gilles comunica con il mondo tramite il telefono, ancora in suo possesso, e sulla sua pagina Facebook pubblica una foto al giorno di un orso, compagni graditi e sgraditi di quell’avventura che sembra averlo abbandonato. Ci scrive queste parole: “Non è bello essere un esploratore o un giornalista in questi giorni”.