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#catPills - Numeri e colori

Vi è mai capitato di guardare il vostro gatto e chiedervi cosa, esattamente, stesse passando per la sua testa? Quale nuovo piano per la conquista del mondo stesse prendendo forma dietro quegli enigmatici occhi verdi? Vi siete mai chiesti come i gatti sono diventati quei misteriosi compagni di vita dell’uomo, legati a noi eppure sempre caratterizzati da una nobile aria di distacco, da tutto e da tutti?

Oppure, vi siete mai ritrovati a chiedervi come il vostro gatto, magari pantofolaio, magari pure un po’ cicciottello, sia riuscito a compiere un’acrobazia degna del più esperto acrobata?

Se vi siete identificati in almeno una di queste situazioni, questa è la rubrica che fa per voi: #catPills, curiosità e aneddoti per aiutarvi a conoscere un po’ meglio il vostro gatto e i suoi modi bizzarri di interagire con il mondo.

BIANCHI COME IL LATTE: …ma sordi come una campana. Più del 60% dei gatti bianchi è infatti sordo. Questo perché il gene del colore bianco spesso porta con sé una mutazione che provoca una degenerazione dell’orecchio interno. Fate dunque attenzione agli scherzi, potreste riuscire a coglierlo alle spalle di sorpresa, ma lui potrebbe anche non reagire molto bene.

GATTI TRICOLORE: I gatti che tra i colori del loro manto hanno simultaneamente bianco, nero e arancione sono sempre femmine. Le motivazioni sono ancora una volta genetiche, tali per cui un maschio potrà essere arancione e bianco o nero e bianco, ma mai tutti e tre i colori insieme. Tranne in un caso in realtà. Si tratta dell’anomalia genetica chiamata sindrome di Klinefelter, che “dona” al gatto il tricolore ma… porta alla sterilità.

LE 8 VITE DEL GATTO: agilità e capacità di cavarsela in ogni situazione, salti impressionanti da dargli l’impressione di volare, incredibili leggende e memorabili fatti storici: sono molti i motivi per cui si considera che il gatto abbia 9 vite. O 7? Che ne abbia tante non c’è dubbio, ma in alcuni paesi si assegnano al gatto 7 vite, in altri 9, in particolar modo in quelli anglosassoni. Chi ha ragione? A questo punto per mettere tutti d’accordo noi proponiamo le 8 vite.

LA FESTA DEL GATTO: esiste un giorno dedicato ai gatti e ai festeggiamenti in suo onore. In Italia è il 17 febbraio e la ricorrenza è nata nel 1990. A proporla fu una giornalista gattofila, la quale istituì un sondaggio tra i lettori di una rivista per trovare il giorno più adatto. Il 17 febbraio fu scelto grazie alle considerazioni di una lettrice, che lo trovò adatto per una serie di motivi, astrologici, numerici e di tradizione popolare, ma anche più articolati. 17 starebbe ad esempio per “una vita, 7 volte” e l’anagramma del numero romano 17, ovvero XVII, forma la parola latina VIXI che significa “ho vissuto”. Secondo una logica piuttosto libera questo vorrebbe dire sono morto, ma ho vissuto ancora… forse perché non ho solo una vita, ma ben 7 (scusate, 8).

La festa del gatto, tuttavia, non è lo stesso giorno in tutto il mondo. Se vi trovate negli Stati Uniti il 29 ottobre, ricordate dunque di portare con voi un gustoso FORZA10 Mr. Fruit per festeggiare al meglio, se invece siete in vacanza in Giappone si fa festa doppia a febbraio. Lì infatti si celebra il 22.