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L’incredibile viaggio di Tchilik

Gilles Elkaim, testimonial FORZA10 dal 2014, racconta la storia di Tchilik, un cane dei suoi, figlio del suo più fidato caposlitta Pouchok.

 

Dopo quattro mesi di vagabondaggio e tribolazioni, immaginabili solo se si fosse potuto assistervi, Tchilik è tornato a casa, a Camp Arktika, in Finlandia.

La storia di Tchilik inizia nel maggio del 2006 a Ivalo, in Finlandia. Figlio del grande esperto Pouchok e della bellissima Tutsi, Tchilik appartiene alla razza Nenets Laika. Pouchok, suo padre, era un cane eccezionale, con qualità intellettive e fisiche straordinarie, uno dei migliori caposlitta che si possano immaginare. Con lui per quattro anni, tra il 2000 e il 2004, ho guidato la nostra squadra di cani attraverso l’Artide Euroasiatica, da Capo Nord in Norvegia attraversando lo Stretto di Bering nella Siberia orientale. Abbiamo superato fianco a fianco ogni difficoltà possibile nell’Artide. Pouchok era un figlio, il mio migliore amico, il mio maestro. È morto il 6 ottobre 2014.

Tchilik ha due fratelli (Noum e Vandei) e una sorella (Pouchette). Sono tutti eccellenti cani da slitta tranne lui. Tchilik, per qualche motivo, è un cane timoroso e totalmente inadatto all’arte del traino della slitta! È contento di camminare tutti i giorni assieme ai veterani, di mangiare e dormire, e di abbaiare per incoraggiare i suoi compagni in ciò che considera una schiavitù.

Jean-Jacques Saget vive in Francia ed è rimasto incantato da questo sognatore. Ha acconsentito a dare a Tchilik una nuova casa e una seconda possibilità nella vita. Affinché questo cambiamento improvviso non traumatizzasse Tchilik, Noum e Pouchette sono andati con lui, a fine luglio 2014.

Jean-Jacques ha fatto una sosta in un’area di servizio in Svezia per dare da mangiare ai suoi nuovi compagni, quando all’improvviso Tchilik è sparito. Jean-Jacques, che aveva parlato dei suoi cani con un camionista, ha pensato che avesse rapito Tchilik. Viene avvisata la polizia svedese. Jean-Jacques passa la notte cercando Tchilik, sui social networks sono diramati annunci affinché venisse ritrovato.

Senza successo. Tchilik è scomparso.

Quel povero cane non ha avuto fortuna nella sua vita...

Rimaniamo in preda alla disperazione fino a un giorno di novembre… in cui Tchilik riappare nelle foreste della regione di Pello, nella Lapponia finlandese e su Facebook, dopo la sua difficile cattura.

Un cane “selvatico”, chiamato per l’occasione "Onni" (che significa “fortunato” in finlandese) è stato avvistato nei pressi del lago Ruuhijärvi. Ma Tchilik è intelligente e non si lascia avvicinare né adescare tanto facilmente. Alla fine Leo Haari riesce a catturarlo con l’aiuto di Tuula Taarrimaa, che gestisce un rifugio per cani nella zona. Tuula si innamora subito di questo sopravvissuto.

Il 29 novembre ho finalmente ritrovato Tchilik, che era fisicamente in salute. Mi ha riconosciuto subito e un lampo di speranza gli è balenato negli occhi. Sei ore più tardi Tchilik ha ritrovato la sua casa, Camp Arktika, e con quale gioia!

Se solo Tchilik potesse raccontarci le sue avventure… Ma i cani non si curano di cose come gli obiettivi e la fama e restano modesti quando riescono in un’impresa…

In conclusione, Tchilik non è un discendente disonorevole di Pouchok. Ha avuto persino due pagine nel quotidiano lappone Lapland Lapin!